
Il secondo semestre del 2022 segna l'introduzione del D.M. Giustizia che fissa la nuova determinazione dei parametri forensi, tematica particolarmente avvertita dai professionisti legali e bisognosa di nuove indicazioni legislative. Lo Studio Legale Di Re, in una politica tesa alla massima concertazione con i propri clienti, intende offrire uno sguardo complessivo alle novità introdotte e indicate sui portali specializzati al fine di sensibilizzare i propri assistiti sul tema.
Nel nuovo decreto autonoma voce verrà assegnata ai compensi a tempo, quantificati da un minimo di 200 euro a un massimo di 500 euro per ciascuna ora o frazione di ora superiore ai trenta minuti di consulenza. Inoltre, si prevede l’aumento generalizzato del 5% dei precedenti compensi con una maggiorazione ulteriore alle procedure di soluzione stragiudiziale delle liti, via preferenziale da percorrere. Le tabelle per mediazione e negoziazione assistita si articolano in tre fasi: attivazione, negoziazione e conciliazione. I valori per la conciliazione salgono di oltre il 30% rispetto al precedente decreto. Qualora si pervenga all’accordo, anche i compensi per le prime due fasi crescono del 30 per cento. Ulteriore maggiorazione è prevista per la produzione di memorie nel giudizio di Cassazione.
I parametri, a differenza delle vecchie tariffe, non vincolano avvocato e cliente: la pattuizione del compenso è libera, come precisa la legge sulla professione forense, la 247 del 2012, che ha previsto i parametri nel caso in cui il compenso non è determinato in forma scritta, se non è stato deciso consensualmente e quando a liquidare la parcella sia l'autorità giudiziaria. I parametri però rappresentano in via complessiva un punto di riferimento per stilare le parcelle in considerazione del fatto che la stessa legge professionale dispone che la conformità a questi valori è uno dei criteri per valutare se sia equo il compenso pattuito dagli avvocati con i clienti. È sempre la legge 247 del 2012 a prevedere che i parametri debbano essere indicati da un decreto del ministro della Giustizia su proposta del Cnf, da aggiornare periodicamente con cadenza biennale. In realtà, il decreto 55 del 2014, che ha introdotto i parametri, è stato modificato una prima volta con il decreto 37 del 2018 e il nuovo aggiornamento è atteso a breve.