
Per lo Studio Legale Di Re si conta una nuova importante e significativa pronuncia in materia di esposizione ultradecennale del lavoratore operario di macchina e motorista alle fibre asbestosiche disperse nell'ambiente lavorativo. Infatti la Sezione Lavoro del Tribunale di Siracusa ha riconosciuto il diritto di parte ricorrente alla rivalutazione contributiva, ai sensi dell'art. 13 co. 8 L. 257/92, con applicazione del coefficiente di 1,5 nei periodi di esposizione.
Il giudicante non ha configurato l'operatività della decadenza dell'azione giudiziale richiamata dall'ente previdenziale poichè non supportata dalla data di richiesta della pensione di vecchiaia ma dalla domanda finalizzata al riconoscimento dei benefici pensionistici amianto, ex art. 13 L. 257/92. Ugualmente provato nel caso di spiecie anche l'esperimento della domanda INAIL presentata entro i termini di decadenza e la successiva domanda all'IPSEMA dei lavoratori marittimi, requisito che ha ritualmente interrotto i termini prescrizionali per il riconoscimento dei benefici amianto.
Interessante l'argomentazione giuridica che specifica come l'"adibizione ultradecennale del lavoratore a mansioni comportanti un effettivo e personale rischio morbigeno a causa della presenza, nei luoghi di lavoro, di una concentrazione di fibre di amianto... renda concreta e non solo presunta la possibilità del manifestarsi delle patologie che la sostanza è idonea a generare" (Cass. 2003 n. 16256).
In tema di assunzione della prova, inoltre, il Tribunale del Lavoro ha posto l'attenzione circa l'intero periodo lavorativo di effettiva e comprovata esposizione al rischio caratterizzato dalla qualificata contrazione di asbestosi (cfr. l'ampio utilizzo di amianto e la diffusa preseza di materiali contenenti amianto), dati risocntrabili in una consulenza pienamente utile a far emergere l'esposizione al rischio morbigeno.
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